Atlantide, tra Platone e misteri

Quello di Atlantide è un mito millenario che fin dai tempi di Platone è stato in grado di stuzzicare in diverso modo le menti dei più grandi. Facciamo un piccolo viaggio nei suoi misteri e nelle sue particolarità.

Aristotele, il discepolo del cambiamento

Come dicevo i concetti di corpo e anima furono ripresi da Aristotele, l’allievo più famoso di Platone che però con il tempo li modificò introducendo l’idea di inseparabilità.

Visto che corpo e anima, forma e materia non si potevano separare pensò che l’anima fosse inscindibile dal corpo e se fosse stato fatto questo avrebbe portato alla morte di entrambi.

Platone discepolo di Socrate e il dualismo di anima e corpo – II

Continuo il discorso iniziato qualche tempo fa sul dualismo tra anima e corpo portato avanti tra gli altri anche da Platone. Torniamo al concetto che il corpo è un peso per l’anima e i due sono tenuti insieme da piacere e dolore.

È la morte che libera l’anima da questo peso quindi va considerata come uno scioglimento e separazione che porta a liberare dalle passioni e alla vera conoscenza. Platone era profondamente convinto dell’immortalità dell’anima e questo rendeva meno spaventosa la morte.

Socrate dice che “l’anima è immortale e sopravvive alla more del corpo per allontanarsi sano e salvo”, Platone sostiene che l’anima esiste ancor prima del corpo mortale e che esisterà dopo la sua morte.
E questo da luogo al concetto di reincarnazione. Platone afferma che un individuo dovrebbe vivere nel modo più “santo” possibile altrimenti per mancanza di virtù nella vita succesiva potrebbe avere disgrazie.

La reincarnazione nella storia, altre convinzioni – I

Le origini del concetto di reincarnazione non sono chiare, o meglio, non ci sono moltissimi antichi scritti che ne parlano, bisogna però anche dire che una volta tutto era trasmesso oralmente e quindi non si possono avere dati certi.

Il passato e la storia vengono ricostruiti a ritroso utilizzando i documenti che sono pervenuti fino a noi che possono essere solo una parte della verità o anche tendenziosi perchè scritti in genere da una persona che aveva un suo punto di vista e credeva in sue convinzioni. Lo stesso vale per la religione.

Atlantide forse era in Iran …

Platone così scriveva nel Timeo:

Innanzi a quella foce stretta che si chiama Colonne d’Ercole, c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. (…) In tempi posteriori (…), essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte (…) tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve

Finalmente dopo anni di ricerche, la risposta è stata data: Atlantide era situata nell’area dell’attuale Iran, difatti una regione inghiottita dai fondali del Golfo Persico, potrebbe essere stata abitata oltre 100.000 anni fa dagli abitanti della mitica Atlantide.

Questa è la scoperta di alcuni archeologi dell’Università di Birmingham, che son arrivati ad una conclusione scavando lungo le coste del Golfo, dove sono stati portati alla luce circa 60 siti archeologici, tra case, vie di comunicazione, ceramiche e altre oggetti frutto di una tecnologia più avanzata rispetto a quella di insediamenti vicini.

Platone discepolo di Socrate e il dualismo di anima e corpo

Diversamente da Socrate altri filosofi pensavano che l’uomo, una volta morto il corpo che lo ospitava, non fosse altro che un respiro che si disperdeva nell’aria. Certo è che dopo di lui in  molti si interessarono all’argomento, ma fu Platone, discepolo di Socrate a dare un impulso a questa ricerca dell’anima.

Le sue teorie e i suoi principi divennero fondamentali nella filosofia occidentale. Egli fu il primo a postulare quello che poi si sarebbe chiamato “concetto dualistico” di mente e corpo. La parola che lui utilizzò “psyche”, significava sia mente che anima.

Il dualismo sostiene che ogni uomo è formato da un’anima intrappolata in un corpo che la prima è del tutto simile al divino: è immortale e capace di pensiero, è immutabile e indecomponibile. E proprio per questa sua natura l’anima ha una sua esistenza indipendente dal corpo.

Socrate, corpo e anima l’essenza dell’uomo

Contro Socrate, uno dei più grandi pensatori greci, furono montate false accusa e venne condannato da un tribunale a bere cicuta. Il motivo di questo era il suo atteggiamento critico e pungente verso la classe dirigente ateniese.

Non scappò, non si mise in salvo, non negò, perchè sarebbero state come ammissioni di colpevolezza. Era il 399 a.C. Socrate trascorse le sue ultime ore di vita conversando con amici e discepoli, tra cui c’era il giovane Platone. Lui a sua volta fu maestro di Aristotele.

Ma torniamo a Socrate. La sua ultima conversazione avvenne in cella ed ebbe per soggetto l’Eternità. Discussero della morte e delle possibili vite ultraterrene. Il grande filosofo era convinto che la morte altro non fosse che il mezzo attraverso il quale il corpo e l’anima si separavano.

Atlantide, com’è nata e dove era situata

Oggi torneremo a parlare del Mito di Atlantide, di come nacque secondo alcuni studiosi.

Molti dicono che sia spazzata via da un’eruzione vulcanica, ma in alcuni geroglifici incisi su un frammento pre-Maya trovato e decifrati dagli studiosi La Plongeon, e Brolio, si leggerebbe: “Nell’undicesimo giorno … avvenne la sciagura: una pioggia violentissima e ceneri caddero dal cielo; il cielo precipitò, la terraferma sprofondò e la “Grande Madre” (forse Atlantide)fu tra i ricordi della distruzione del mondo“.

Coloro che sostengono questa tesi, cioè quella riportata su frammento, richiamano al pensiero dell’ astronomo Otto H. Much, che diceva che la scomparsa di Atlantide fu determinata da un corpo celeste precipitato sul nostro pianeta: un asteroide attratto dalla congiunzione Terra-Luna-Venere, avvenuta nell’8496 a.C.

Atlantide, quando è nata e com’era secondo Platone

Oggi torneremo a parlare del Mito di Atlantide, di come nacque secondo gli scritti di Platone, ma anche secondo altri studiosi.

Platone durante i suoi scritti, parla di circa novemila anni prima di quando sta raccontando la storia della civiltà, e così riporta:

In quel tempo quel mare era
navigabile perche’ aveva l’isola Atlantide davanti al passaggio
che voi chiamate Colonne d’Ercole; era un’isola più grande che
la Libia e l’Asia e serviva come passaggio alle altre isole a quelli
che viaggiavano, e da queste parti si poteva raggiungere il
continente, sulla riva opposta di questo mare.
Ora in codesta isola Atlantide, si affermò un potente regno che
signoreggiò in tutta l’isola e in altre isole e in molte parti del
continente. Questo regno dalla nostra parte comprendeva la
Libia fino all’Egitto e l’Europa fino alla Tirrenia

Atlantide, da Socrate verso Platone e oltre

Oggi, per il ciclo Atlantide, vedremo come Platone sia venuto a sapere della affascinante popolazione attraverso una cronologia fatta con l’aiuto dei testi platonici, ripresa da Enrico Baccarini.

Nel 9000 a.C., gli antichi egizi vengono conquistati da Atlantide, ma liberati da Atene
– I sacerdoti e gli studiosi egiziani registrano gli avvenimenti su papiro, che successivamente verranno riportati nel tempio di Neith a Sais
Nel 590 a.C., Solone visita Sais, parla con Psonchis (o Sonchis da lì da inizio al poema epico Atlantikos
– Un parente di Solone, Crizia II (591-501 a.C.), viene a conoscenza della storia
Crizia III (nato apparentemente nel 511 a.C.) apprende la storia dal nonno Crizia II e la racconta poi a Socrate
Socrate (469-399 a.C.) la racconta al suo allievo, Platone (427 circa-347 a.C.), non si conosce se lo stesso Platone abbia letto il manoscritto incompleto Atlantikos. Dopo qualche tempo scrive i suoi dialoghi Timeo e Crizia intorno al 360 a.C.

Atlantide, storia, religione, mitologia di una civiltà perduta

Oggi parleremo di Atlantide, il magnifico continente scomparso, sprofondato, secondo alcuni geologi migliaia di anni fa nell’oceano atlantico.

E’ esistita veramente Atlantide, o è frutto di numerose leggende? Le notizie più esaustive ci pervengono dal grande filosofo Platone che la descrisse nei dialoghi il Timeo e Crizia.

Platone basò la sua descrizione del continente secondo documenti scritti da sacerdoti egizi del sais. Il sacerdote descrisse a Solone la bellezza di Atlantide, con fertili praterie e alte montagne, una terra popolata da domestici e selvatici, il sottosuolo era ricco di metalli pregiati, c’erano le sorgenti d’acqua calda e fredda, un bosco sacro, un porto, dove si trovavano moltissime navi e palazzi, torri e un Tempio dedicato al dio Poseidone.