La storia degli elfi di Natale

Tutti noi abbiamo ben presente l’immagine degli elfi che si vede in ogni film su Babbo Natale, sono piccole acreature di entrambi i sessi, ve ne sono di maschi e di femmine, che aiiutano Santa Clause a confezionare e ad organizzare le cose al Polo Nord.

Ma sono una leggenda? Oppure sono veri? Vivono davvero al Polo Nord? Gli elfi sono delle persone piccole, dei nanetti, con la particolarità delle loro orecchiette a punta. Spesso hanno un aspetto giovane nonostante l’età che hanno. Sì perchè gli elfi sono immortali e hanno dei poteri… magici!

La leggenda di Baboushka

Se la leggenda di San Nicola era conosciuta in una certa parte d’Europa altre lo erano altrove, ne è un esempio quella di Baboushka, una leggenda russa. Questo personaggio era una donna molto anziana che fu popolare prima del 1917, quando vi fu la rivoluzione. Si narra che Baboushka fosse una vecchia senza famiglia abituata a vivere da sola e ad impegnare il tempo facendo le pulizie.

Passava il tempo a lucidare, strofinare e pulire la sua casa vuota, nel senso che la abitava solamente lei. Una sera, mentre stava lavando il pavimento le apparirono tre saggi per raccontarle di come vedevano il Bambino Gesù. I tre, che sostanzialmente rappresentano i re magi, la invitarono ad anadare a vedere il bambino appena nata, ma lei disse che non poteva proprio a causa delle faccende domestiche che aveva ancora da fare.

La storia di Babbo Natale in America

Le prime informazioni che si hanno per quanto riguarda la storia di Babbo Natale in America risalgono al 1600 quando i “Puritani” resero illegale parlare di San Nicola e qualsiasi cosa lo ricordasse. Non si poteva accendere candele, scambiarsi doni e cantare le tipiche canzoni natalizie.

Fu l’arrivo degli olandesi a cambiare le cose. Questi immigrati portarono con loro un’altra leggenda, quella di Sinter Klaas con il classico scambio di doni fra le persone. Il primo Babbo Natale su riviste e giornali apparve alla verso la fine del 1700.

Piano piano il panciuto vecchietto entrava nella storia e nella tradizione americana tanto che nel 1804 la New York Historical Society scelse proprio San Nicola come luogo per la sua sede e santo patrono. Qualche anno dopo la sua storia venne inclusa in un libro che parlava di storia americana e gli scrittori iniziarono a raccontare delle sue gesta.

Una storia di Babbo Natale dal medioevo ad oggi – parte I

La leggenda di Babbo Natale sembra cominci nel lontano 280 d.C. nella città di Patara, situata nella Licia, regione dell’Asia Minore che vide San Nicola portare doni ai bambini. I suoi dono arrivarono in tarda notte cosicchè lui potesse mantenere segreta la sua identità.

In seguito San Nicola divenne il patrono dei bimbi, dei marinai e delle nazioni Grecia e Russia. Ma chi era costui? Semplicemente un prete cristiano, ricco di famiglia che viaggiò per il paese per aiutare le persone in qualunque modo, con denaro e regali. Utilizzò il suo patrimonio per questo.

Non aveva interesse ad essere visto e che si sapesse fosse lui a fare “beneficenza“, così ben presto gli adulti iniziarono a dire ai bambini di “andare a letto” altrimenti San Nicola non sarebbe passato da loro. Oggi la tradizione è rimasta la medesima.

Bigfoot, avvistamenti alla fine degli Anni ’70

Oggi per la rubrica Misteri torneremo a parlare di Bigfoot. Era la fine degli Anni Settanta, due uomini a cavallo, Roger Patterson e un amico, erano nei pressi del fiume Bluff Creek, che sfocia nel Klamath, quando videro a poca distanza da loro quello che molti chiamavano familiarmente Piedone.

Patterson dal canto suo era sempre stato convinto dell’esistenza di queste creature leggendarie. Quella che ebbero la fortuna di incontrare era una femmina che non sembrò troppo preoccupata per la loro intrusione nel suo mondo. Furono soprattutto i cavalli dei due uomini a non gradire l’incontro.

Quello di Patterson si impennò e lo disarcionò. La grossa “bestia” si allontanò preoccupata, non spaventata. Da sempre in quelle zone dell’America del Nord circolavano storie, miti e leggende, su qulle gigantesche scimmie pelose, ben più intelligenti degli esseri umani.

Il mito della Fonte della Giovinezza eterna

Il mito della Fonte della Giovinezza Eterna ha sempre affascinato. L’idea di invecciaire e morire non piace a nessuno, forse più di tutti quella di invecchiare e cioè avere un corpo che non è più agile e scattante e di certo meno “bello” di prima.

è qualcosa a cui difficilmente ci si abitua eppure è il cerchio della vita. Il mito della Fontana della Giovinezza pare sia nato circa 3000 anni fa, ancor prima che ne andassero alla ricerca i due più famosi personaggi ricordati nella storia.

A dire il vero che l’acqua possa essere una fonte miracolosa non è affatto una novità moderna, se così si può dire. Alcune storie che raccontano della Fontana sono incentrate su veri personaggi, come Prete Gianni e Ponche de Leon, altre sono più generali.

Il famoso mostro di Loch Ness

Il lago di Loch Ness, uno dei più grandi d’Europa, è situato nelle Highlands scozzesi, circondato da montagne, foreste e praterie. La sua grandezza non è riferita alle dimensioni in larghezza e lunghezza, mille e seicento metri per soli trentaquattro chilometri, ma per la grande profondità.

In certi punti arriva fino a duecentodieci metri e rappresenta il terzo bacino d’acqua dolce europeo in termini di volumetria. Le sue acque sono scure e opache a causa della torba e si dice che sul fondo vi si nasconda un animale enorme.

Sono parecchie le persone che dicono di averlo visto e lo descrivono come somigliante ad un dinosauro, uno scomparso brachiosauro, il collolungo erbivoro. Nel 1963 fu avvistato dall’agricoltore Hugh Ayton che stava lavorando la sua terra, a  ridosso del lago.

Miti e leggende sulla creazione – parte III

Nell’induismo un anno di dio è uguale a 360 anni umani e 12.000 anni divini corrispondono ad un battito di ciglia di Vishnu, cioè quattro miliardi e trecento milioni di anni. Alla fine arrivano a fare un calcolo totale che è il ciclo completo della creazione.

Queste cifre assomigliano ai dati forniti dalla scienza moderna sull’età del mondo, quindici miliardi di anni. è davvero incredibile che i mandriani ariani di 3500 anni fa abbiano fatto un calcolo così preciso.

Però scoraggiati dalla dimensione di questa scala del tempo che avrebbe dovuto portarli all’illuminazione alcuni induisti svilupparono idee religiose alternative che permettevano ai fedeli di uscire dalla ruota del mondo con un’attesa inferiore!

Una di queste religioni è il Giainismo dove non c’è nessun mito della creazione perchè per i suoi seguaci non ci sono nè un inizio, nè una fine di tempo e spazio. Loro concepiscono il tempo come una ruota con dodici raggi, ognuno che rappresenta un’età del mondo.

Miti e leggende sulla creazione – parte II

Le mitologie più ricche e complesse sono nate in India, culla di alcune versioni cosmiche. La più importante è quella che sta alla base dell’Induismo e che si trova nei quattro Veda, libri sacri scritti in sanscrito che sono probabilmente datati 1500 a.C.

Al pari di miti e leggende greche e finlandesi, anche questo inizia con un uovo d’oro che galleggiava su un oceano sconfinato che dopo mille anni si aprì.

Ne uscì il Signore dell’Universo che divenne il primo Uomo. Però era solo e triste allora si divise in due per creare un uomo e una donna. Da questo poi discendono tutti gli animali della terra.

Miti e leggende sulla creazione – parte I

In molte culture, specialmente nell’ambito religioso, esistono sorprendenti somiglianze nelle spiegazioni della creazione. In questi racconti una forza divina è implicata nella creazione dell’universo e rappresenta il motore all’origine del tempo e dello spazio.

Alcuni di questi racconti hanno grandi analogie anche con le teorie scientifiche che vogliono spiegare l’universo, come il Big Bang. Quella degli Indù, per esempio, che credono che il dio Shiva danzi eternamente creando, distruggendo e  ricreando l’universo.

Per molte culture l’uovo ha costituito l’inizio del tempo e dello spazio e anche questo racconto ha analogie con il big bang: c’è la distruzione del guscio per poi avere una creazione nuova.

L’immortalità perduta, Coyote prima dell’umanità

Questa è una leggenda narrata dai Nasi Forati e racconta ciò che c’era prima della comparsa degli uomini sulla Terra, ovvero Coyote e la moglie. La donna però morì e Coyote finì per sentirsi molto solo.

A quel punto lo Spirito della Morte ebbe compassione di lui e decise di dargli la possibilità di riportare la moglie in vita, ma avrebbe dovuto fare proprio come diceva lo spirito.

Coyote obbedì e cominciò a seguire le indicazioni dello Spirito. Si mise nel vasto prato e aspettò che arrivasse sera e quando successe vide una casa e vi entrò. All’interno trovò la moglie e tanti amici.

Il serpente, simbolo universale nei sogni

Molto spesso i sogni parlano un linguaggio simbolico nel quale le immagini che rappresentano cose normali indicano un differente tipo di realtà. I sogni, i miti, le religioni e anche l’arte di ogni cultura, in qualsiasi grado di sviluppo della tecnologia sono piene di simboli.

Alcune culture ne hanno di propri a rappresentarla e sono tipici di essa. Molto spesso invece tanti popoli hanno simboli in comune. Questi vengono chiamati “simboli universali” ed hanno un significato che trascende i popoli.

Tre sono i simboli più comuni al mondo e sono il serpente (drago o biscia), l’acqua e il fuoco.

Serperte marino gigante avvistato in California – parte I

 

Era l’ultimo giorno di ottobre del 1983 e alcuni operai stavano lavroando faticosamente sulla sommità di una scogliera per rimettere a posto un tratto di autostrada nella contea di Marin, in California.

Sotto di loro si estendeva la spiaggia sabbiosa di Stinton Beach, poco più in là il Pacifico. Uno dei lavoratori ad un certo punto si mise a scrutare il mare: aveva scorto una sagoma molto grande e scura solcare le acque velocemente e dirigersi verso la spiaggia.

L’uomo avvertì un collega di controllare con il cannocchiale cosa fosse. Matt Ratto lo fece e potè vedere un animale gigantesco, della lunghezza di una trentina di metri e sottilissimo, con tre gobbe, o spire, sulla schiena.

L’Idra dalle molte teste

L’Idra è il serpente della palude di Lerna, nato dall’unione di Echidna e Tifone, cresciuto da Era per mettere alla prova Eracle. È un animale mitologico, un mostro dalle tante teste, nella maggior parte dei casi nove, qualcuno diceva addirittura cento.

Con il suo terribile alito mefitico uccideva chiunque gli si avvicinasse e devastava i raccolti. Gli uomini cercavano di ucciderlo tagliandogli le teste, ma queste ricrescevano all’istante e doppie, rendendo vani gli sforzi.

Fu Eracle a sconfiggerlo, grazie alle indicazioni di Iolao che gli consigliò di bruciare il collo dell’animale mostruoso ogni qualvolta gli tagliava una testa. Rimase solo quella immortale che uccise schiacciandola con un sasso.