Il mito della Fonte della Giovinezza eterna

Il mito della Fonte della Giovinezza Eterna ha sempre affascinato. L’idea di invecciaire e morire non piace a nessuno, forse più di tutti quella di invecchiare e cioè avere un corpo che non è più agile e scattante e di certo meno “bello” di prima.

è qualcosa a cui difficilmente ci si abitua eppure è il cerchio della vita. Il mito della Fontana della Giovinezza pare sia nato circa 3000 anni fa, ancor prima che ne andassero alla ricerca i due più famosi personaggi ricordati nella storia.

A dire il vero che l’acqua possa essere una fonte miracolosa non è affatto una novità moderna, se così si può dire. Alcune storie che raccontano della Fontana sono incentrate su veri personaggi, come Prete Gianni e Ponche de Leon, altre sono più generali.

Il famoso mostro di Loch Ness

Il lago di Loch Ness, uno dei più grandi d’Europa, è situato nelle Highlands scozzesi, circondato da montagne, foreste e praterie. La sua grandezza non è riferita alle dimensioni in larghezza e lunghezza, mille e seicento metri per soli trentaquattro chilometri, ma per la grande profondità.

In certi punti arriva fino a duecentodieci metri e rappresenta il terzo bacino d’acqua dolce europeo in termini di volumetria. Le sue acque sono scure e opache a causa della torba e si dice che sul fondo vi si nasconda un animale enorme.

Sono parecchie le persone che dicono di averlo visto e lo descrivono come somigliante ad un dinosauro, uno scomparso brachiosauro, il collolungo erbivoro. Nel 1963 fu avvistato dall’agricoltore Hugh Ayton che stava lavorando la sua terra, a  ridosso del lago.

Jansen e il suo viaggio all’interno della Terra

Olaf Jansen era un marinaio norvegese che, solo all’età di novantacinque anni, e cioè poco prima di morire, affermò di aver fatto un viaggio all’interno della Terra. Successe nel 1923, quando era ancora ragazzo.

Lui e il padre si erano messi in viaggio per mare verso l’arcipelago Francesco Giuseppe, oltre il circolo polare artico, in cerca di zanne d’avorio. Visto che era bel tempo padre e figlio decisero di esplorare i mari del nord.

Però una burrasca improvvisa li spinse oltre una barriera di nebbia e neve e i due si ritrovarono  nel mondo di sotto. Nel cielo limpido avvistarono il Dio Smoky, venerato dagli abitanti di quel mondo.

Il mistero del Mammut congelato e la Terra cava

Nel 1846 in Siberia fu ritrovato un mammut lanoso e ghiacciato. L’animale si era perfettamente conservato all’interno del ghiaccio e nel suo stomaco ritrovarono tracce dell’ultimo pasto che l’animale aveva fatto.

C’erano pigne e rami d’abete, ma… com’era possibile se la Siberia era un luogo desolato e ghiacciato? Gli scienziati iniziarono a chiedersi come fosse potuto succedere che un animale di quelle dimensioni potesse congelarsi tanto in fratta da bloccargli la digestione.

Alcuni cominciarono a sostenere che il mammut vivesse vicino al polo quando il clima era molto più mite e non aveva resistito ad una improvvisa glaciazione. C’era però qualcuno come Gardner che sosteneva la teoria dell’impossibilità di un cambiamento di clima tanto repentino.

Etruschi, popolo di origine misteriosa

Oggi voglio farvi conoscere una delle popolazione antiche più interessanti e misteriose: gli Etruschi. Molti hanno ipotizzato la loro discendenza dai Sardi visto che nel I millennio questa popolazione si stanzio sulle coste del tirreno creando colonie a Vulci,Vetulonia e Populonia. Molti pezzi di terracotta sembrano aver avuto delle similitudini con quelle sarde, e le strutture architettoniche erano simili.

Molti dissero che gli etruschi erano di origine orientale, dei Lidi, ma la loro ipotesi venne subito screditata, altri l’hanno definita figlia del nord Italia, ma secondo studi recentemente effettuati, il popolo Etrusco ha notevoli somiglianze con quello dell’Anatolia. Rimane il fatto, che nonostante la loro discendenza poco chiara, la loro mitologia è presa da quella Greco Romana.

Ecco le loro divinità:

Creature mostruose nelle profondità degli abissi

Le profondità degli abissi, che siano di fiumi, o di mari e oceani, possono nascondere quelle creature mostruose o infernali di cui da sempre si parla e che però ben pochi hanno avuto modo di vedere. Molte delle creature leggendarie di cui si parla prendono il nome dagli specchi d’acqua in cui vivono, come ad esempio Nessie nel lago di Lock Ness, oppure Ogopogo, Champ e Morag.

Le creature leggerndarie non esistono solo negli abissi, ma anche nelle foreste e sulle cime di alte vette, ricordiamo lo Yeti, ma qui parleremo delle creature acquatiche che trovano nelle profondità  nascondigli naturali profondi e difficili da esplorare.

Anche l’animale più grande nelle profondità oceaniche avrebbe mille luoghi ove nascondersi quindi non è possibile affermare con sicurezza che non ne esiste nessuno. L’esplorazione sottomarina fino ad ora si è limitata solamente alle aree che circondano le masse emerse e che rappresentano solamente il 7% del territorio subacqueo.

Il volo delle anime nell’antichità

 

L’anima umana fin dai tempi antichi è stata identificata con un uccello e si trova molto spesso nella tradizione orale di parecchie culture e religioni dal’età paleolita ad oggi e questo perchè un uccello ha ali per volare.

Si può definire una metafora questo modo di vedere le cose. La capacità di volare rappresenta la possibilità di staccarsi dalle cose terrene e alzandosi nel cielo l’anima viene portata a più elevate altezze. Un proverbio indiano dei Kelta citava: “se è stato un cattivo indiano un falco catturerà l’uccello e lo mangerà con corpo e piume, se invece è stato un buon indiano l’uccello dell’anima giungerà nella terra degli spiriti”.

I primi uomini a rappresentare l’anima in forma di uccello furono quelli delle tribù dell’età della pietra, circa 15.000 anni fa. Se ne trova una prova nella pittura rupestre trovata a Lascaux in Francia e mostra un bisonte sopra al cacciatore che ha appena ucciso.

Mutaforma, chi sono e cosa sono – seconda parte

Oggi torneremo a parlare di mutaforme, partendo da dove ci siamo fermati nel precedente post di ieri, cioè da altri tipologie di mutaforma.

Le caratteristiche caratteriali sono differenti, i mutaforma che hanno genitori di razze differenti non sono ben accetti e vengono spesso considerati degli emarginati sociali.

Ogni razza ha un modo differente di vedere i Mutaforma: i comneni non li accettano e spesso abbandonano i piccoli o li uccidono e allontanano il genitore della loro. Dall’altra parte gli angeli spesso li accettano come discendenti della loro stirpe e nelle loro corti come consiglieri o tesorieri.

Mutaforma, chi sono e cosa sono – prima parte

Oggi conosceremo cosa sono i Mutaforma, degli ambigui, ma non per questo malvagi, esseri viventi differenti dai soliti Mannari o Vampiri che abbiamo conosciuto.

I mutaforma hanno la possibilità di cambiare aspetto quando e come vogliono, hanno una loro identità fissa, che possono cambiare a loro volere, senza recare danno alla loro struttura fisica. I mutaforma possono diventare animali, esseri umani, vegetali o ultraterreni, dipende da cosa vogliono fare in quel determinato momento della loro vita.

Caratterialmente, i mutaforma sono sfuggevoli, instabili, spesso desiderano essere lasciati perdere e non avere tanti contatti con gli esseri umani, mentre altri sono ben inseriti nella società.

Banshee, essere della Mitologia Irlandese

Oggi voglio parlarvi della Banshee (significa donna del Sidhe cioè donna del colle delle fate) una creatura di origine irlandese.

La Banshee nella tradizione celtica era colei che proteggeva la comunità e il territorio in cui risiedeva, mentre altri la ritengono portatrice di sventura, difatti, quando una Banshee comincia ad urlare e un membro della famiglia sento l’urlo, vuol dire che ci sarà un morto in famiglia.

L’ipotesi più accreditata è quella della Banshee come una creatura bellissima, capace di apparire sotto forma di ragazza, donna e vecchia, vestita di rosso o bianco, con capelli bianchi, dorati, castani o rossi che pettina con un pettine d’argento, che è collegato con la vecchia storia irlandese romantica che dice, se vedete mai un pettine sulla terra in Irlanda, non dovete prenderlo, o finirete con il soffrire.

Avvistamenti di serpenti marini, dal Santa Clara in poi

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, periodo nel quale le navi erano troppo preoccupate a controllare i nemici piuttosto che le profondità marine di mostri e serpenti giganteschi non si ebbe notizia.

Dal 1947 in poi però gli avvistamenti ricominciarono e ad aprire la fila fu il piroscafo Santa Clara della Grace Lines. Era poco prima di mezzogiorno del 30 dicembre e l’imbarcazione navigava nelle calme acque del North Carolina, a 118 miglia dalla costa quando a soli novanta centimetri dalla prua emerse la testa dell’enorme serpente marino.

Lo videro molto chiaramente i tre ufficiali della Santa Clara, sostennero che era enorme, con la pelle scuro. Non erano i primi a testimoniare la presenza di mostri simili nel mare.

Miti e leggende sulla creazione – parte III

Nell’induismo un anno di dio è uguale a 360 anni umani e 12.000 anni divini corrispondono ad un battito di ciglia di Vishnu, cioè quattro miliardi e trecento milioni di anni. Alla fine arrivano a fare un calcolo totale che è il ciclo completo della creazione.

Queste cifre assomigliano ai dati forniti dalla scienza moderna sull’età del mondo, quindici miliardi di anni. è davvero incredibile che i mandriani ariani di 3500 anni fa abbiano fatto un calcolo così preciso.

Però scoraggiati dalla dimensione di questa scala del tempo che avrebbe dovuto portarli all’illuminazione alcuni induisti svilupparono idee religiose alternative che permettevano ai fedeli di uscire dalla ruota del mondo con un’attesa inferiore!

Una di queste religioni è il Giainismo dove non c’è nessun mito della creazione perchè per i suoi seguaci non ci sono nè un inizio, nè una fine di tempo e spazio. Loro concepiscono il tempo come una ruota con dodici raggi, ognuno che rappresenta un’età del mondo.

Miti e leggende sulla creazione – parte II

Le mitologie più ricche e complesse sono nate in India, culla di alcune versioni cosmiche. La più importante è quella che sta alla base dell’Induismo e che si trova nei quattro Veda, libri sacri scritti in sanscrito che sono probabilmente datati 1500 a.C.

Al pari di miti e leggende greche e finlandesi, anche questo inizia con un uovo d’oro che galleggiava su un oceano sconfinato che dopo mille anni si aprì.

Ne uscì il Signore dell’Universo che divenne il primo Uomo. Però era solo e triste allora si divise in due per creare un uomo e una donna. Da questo poi discendono tutti gli animali della terra.

Miti e leggende sulla creazione – parte I

In molte culture, specialmente nell’ambito religioso, esistono sorprendenti somiglianze nelle spiegazioni della creazione. In questi racconti una forza divina è implicata nella creazione dell’universo e rappresenta il motore all’origine del tempo e dello spazio.

Alcuni di questi racconti hanno grandi analogie anche con le teorie scientifiche che vogliono spiegare l’universo, come il Big Bang. Quella degli Indù, per esempio, che credono che il dio Shiva danzi eternamente creando, distruggendo e  ricreando l’universo.

Per molte culture l’uovo ha costituito l’inizio del tempo e dello spazio e anche questo racconto ha analogie con il big bang: c’è la distruzione del guscio per poi avere una creazione nuova.