Il popolo del cielo

 Questa è una leggenda tratta dal libro di Scott Cunningham “Il libro delle ombre” e narra la storia di un popolo del cielo sceso sulla terra per insegnare ai terrestri l’arte della magia, ma come sempre quando si ha troppo potere si finisce per diventare avidi e cattivi, e voler sempre di più, disposti anche ad uccidere per avere il potere.

All’inizio dei tempi, nella vastità dello spazio , esisteva una civiltà che viveva su un pianeta molto simile alla Terra. Questo popolo purtroppo dovette combattere una terribile guerra civile, e prevedendo la sua stessa distruzione, mandò alcuni suoi emissari nello spazio a bordo di aghi d’argento in cerca di nuovi pianeti in cui piantare i loro semi e assicurarsi che il loro sapere e potere non andassero perduti.

Personaggi mitologici


Oggi torneremo a parlare di figure mitologiche del passato, conosciute a tutti, o quasi per la loro storia e gesta.

LCIDA
Era un mostro che vomitava fuoco, generato da Gea e ucciso dalla dea Atena.

ALETTO
Una delle tre Erinni, figlia di Acheronte e della Notte. Lei era la più spaventosa e non dava tregua alle sue vittime, il suo nome significa l’irrefrenabile, ed era raffigurata in agitazione continua con in mano una fiaccola che scuoteva sopra le sue vittime.

Shintoismo, una dottrina poco conosciuta – parte ultima

Shintoismo
Le danze rituali (kagura) hanno un’ origine molto antica, e consistono sostanzialmente in rappresentazioni pantomimiche dei diversi miti e vengono di solito eseguite da bambine di 10-12 anni.

Nella maggior parte delle case si trova un piccolo altare, kamidana, su cui sono disposti oggetti simbolici come un amuleto per i kami, uno specchietto, una candela ed un vaso con ramoscelli dell’albero di sakaki. Ogni rito inizia sempre con il lavarsi delle mani ed il risciacquo della bocca, pii si deposita davanti all’altare un’offerta di un po’ di riso ed una scodella d’acqua. In seguito si sta in piedi o seduti su un tappetino e si china la testa verso l’altare in segno di deferenza. Dopo la preghiera si piega due volte la testa, si battono due volte le mani tenendole sollevate e si termina con un inchino. Infine si portano in tavola le offerte commestibili e si consumano.

Iside, la dea dai mille nomi

In quanti nomi può essere chiamata una dea? Si presume in pochi, o si pensa che la dea abbia solo un nome, e invece oggi vi farò scoprire che la Dea Iside veniva chiamata in antichità con moltissimi nomi e affermazioni. Solo pronunciare i suoi nomi costituiva una litania sacra, sebbene molti dei titoli di Iside siano andati da lungo tempo perduti e molti altri restino da scoprire, ecco qui di seguito alcuni dei molti nomi dalla “A” alla “Z” che le vennero attribuiti nel corso della sua lunga storia.

Abile nel calcolo
Abile nella scrittura
Abitatrice a Netru
Africa

Shintoismo, una dottrina poco conosciuta – parte III

Testi sacri
I più importanti testi sacri e mitologici shintoisti sono il Kojiki (Cronaca di antichi avvenimenti) e il Nihongi (Annali del Giappone).

Il primo, Kojiki è in tre volumi, in lingua giapponese e la tradizione vuole che venisse fatto compilare da O no Yasumaro, su incarico della casa imperiale nell’anno 714. IL testo ripercorre la storia del Giappone dall’età degli dei fino alla morte dell’imperatore Suiko (628 d.C.). Il principe Toneri presentò nel 720 il Nihongi, un testo di trenta volumi redatto in cinese che narra la storia del Giappone dalle mitiche origini fino al 697 d.C. importante anche il Kujiki risalente al 620 d.C., attribuita al principe Shotoku Taishi,ma anche l’Engi shiki (Cerimoniale dell’era Engi), in cinquanta libri e compilato intorno al 905-927 da Fujiwara Tokihira e Fujiwara Tadahira.

Shintoismo, una dottrina poco conosciuta – parte II

Oggi parleremo di Feste e Templi giapponesi Shintoisti.

Le Feste o matsurii in giapponese. Le feste giapponesi sono veramente allegre, ed il loro scopo rimane essenzialmente religioso: cioè presentare alla divinità l’espressione dei sentimenti di riconoscenza di una comunità, e di riferire ad essa gli avvenimenti più importanti dei fedeli, con preghiere ed offerte.

Le feste vengono accompagnate da danze sacre e da esecuzioni di musiche religiose, ci sono tornei di sumo, gare di tiro all’arco, corse di cavalli o regate. Le feste religiose giapponesi sono tante ed ogni tempio, villaggio possiede una o anche più feste tipiche dove si celebra con un rituale particolare.

Numerose feste sono legate alla vita dei campi e alle vicende della semina e del raccolto (simile al culto celtico) altre hanno come scopo la purificazione dei fedeli e la protezione da ogni male mediante l’espulsione degli spiriti maligni: come Setsubun (scacciata degli orchi mediante il lancio di fagioli secchi), che si celebra in date diverse, ma particolarmente all’inizio della primavera.

Shintoismo, una dottrina poco conosciuta – parte I

Per lo shintoista la sincerità spirituale e purezza fisica sono le basi dell’attività religiosa. Il concetto di sincerità è la colonna portante di un intero codice morale che in realtà lo shintoismo non possiede. E’ fondamentale nello shintoismo una profonda avversione per ciò che rende materialmente impuri, e le principali cause di contaminazione sono il parto, il sangue e il contatto con la morte, ed colpiscono le persone direttamente interessate ed anche i familiari, cosìcchè, una volta contaminati sono momentaneamente sgradite alla divinità e non possono partecipare al culto.

Se si viene colpiti da impurità volontariamente o involontariamente equivale a un “peccato”; il peccatore è una persona che ha cessato di appartenere al mondo del bene, ma che conserva il diritto di rientrarvi.

Ci sono tre Tipologie di cerimonie:

Dea Iside, le due rappresentazioni

 Oggi contunueremo a parlare della Dea Iside, come sappiamo molti popoli hanno venerato nel corso degli anni questa Dea e ogni popolo la raffigurava e la addattava alle loro usanze e costumi. In giro per il web ci sono molte raffigurazioni della Dea, ognuno diversa dall’altra che confondo chi non la conosce, ma due sono le principali raffigurazioni di Iside.

Iside Greco – Romana
La dea Iside greco-romana è raffigurata con in mano il sistro e nell’altra mano un vaso, altre immagine della dea la mostrano appoggiata ad un remo simbolo del suo potere sulla navigazione, in un altra immagine ancora la mostrano con delle corna che versa cibo simbolo del potere che esercitava sull’agricoltura, e della benvevolenza che aveva verso il genere umano.

Shintoismo, una dottrina poco conosciuta

Oggi parleremo dello Shintoismo, una dottrina giapponese diventata religione di Stato. Lo Shintoo non ha nessun fondatore, e prevede rituali e cerimonie che mettono il fedele a contatto con le varie divinità.

Lo Shinto era il frutto della mescolanza di riti,miti,credenze e tecniche divinatorie radicate da secoli nella vita quotidiana del popolo giapponese. Lo Shintoismo è la forma religiosa autoctona secondo cui l’imperatore (tenno,cioè signore del cielo) discende direttamente dai kami(divinità). Il nome della religione deriva,secondo una lettura sino-giapponese(Kami no Michi) da Shin,divinità, e Toi,via o dottrina,quindi significa letteralmente “la via degli dei”.

Kami che significa Dio
Michi che significa strada\dotrina
Quindi Shintoo significa Via degli Dei

Divinità e dottrina Induista

Oggi continueremo a parlare di dottriuna Induista e delle divinità a loro legate.

Ora torniamo a parlare della dottrina, continuando i vari punti cominciato ieri nel precendente post:

La credenza del male come assenza di bene. Il male esisterebbe, ma solo come assenza del bene, per cui la menzogna sarebbe semplicemente assenza di verità, la guerra assenza di pace.

Il potere delle parole

 Quando le parole hanno un potere magico potente se dette con convinzione e desiderio ardente, portano conseguenze tragiche.

Una signora dell’Assia raccontò la storia di questo bambino al quanto egoista che portò tutti alla morta, la signora narra che la principessa Alice d’Assia, figlia della regina Vittoria d’Inghilterra e sorella della regina Friedrich di Prussia, viveva a Darmastadt, accidentalmente il suo piccolo bambino cadde dalla finestra del palazzo nuovo, sua madre confidandosi con la regina Vittoria raccontò che l’altro suo figlio Ernesto Ludovico, era rimasto molto scosso della morte del fratello e che aveva espresso il desiderio che qualora fosse morto lui, sarebbero morti anche tutti gli altri della famiglia. Ovviamente sua madre pensò che era il dolore della perdita del fratello a farlo parlare e ragionare in tale modo. Passati gli anni il principe Ernesto in punto di morte espresse il desiderio di essere sepolto nel parco del castello ai piedi di una piccola altura fiorita di rose, ovviamente provvisoriamente, dato che nulla era stato previsto e quindi preparato, la salma fu deposta nella cappella del mausoleo di famiglia.

Divinità e dottrina Induista

Oggi voglio presentarvi la religione Induista, molto variegata e complessa basata su 3 principi di appoggio che sono:

– tutta la vita è divina
– esistono molti percorsi a Brahman, l’infinita fondamenta di tutte le realtà
– tutta la vita e tutte le divinità deriveranno dal Brahman

E’ una Religione tradizionale dell’India, praticata da oltre 700 milioni di fedeli, le origini risalgono approssimativamente intorno al 1500 a.C.; e costituisce l’evoluzione di due fasi anteriori dette rispettivamente “vedismo”, dal nome dei libri sacri, i Veda, e “brahmanesimo”, dal nome degli appartenenti alla casta sacerdotale, i brahmani.

Il quadro di “Sibilla di Cuma”

 A volte i presentimenti vanno ascoltati, facendo attenzione ad ogni particolare, questa è la storia di una contessina e di un quadro assassino.

Nel 1803 il principe Radziwilli raccontò che, con sua moglie, accolsero nella propria casa la nipote contessina Agnese Lanskoronska che a soli sei anni era diventata orfana, la povera piccola però soffriva di una fobia al quanto strana, ogni volta che varcava la porta della sala con appeso il quadro di “Sibilla di Cuma” gridava e veniva presa da forti convulsioni. Il principe e la principessa ovviamente pensarono che era una paura datole dall’età, ma crescendo si accorsero che la paura non passava, anzi aumentava sempre di più.

Mitologia Fenicia

Voglio tornare a parlarvi della mitologia fenicia, che tra l’altro è una delle più antiche del Mar mediterraneo. La mitologia di questo fantastico popolo ha collegamenti con le mitologie Babilonesi ed egiziane. La cosmologia del popolo comincia con la simbiosi tra il Caos primitivo con una divinità, dalla loro unione venne generato l’uovo cosmico (Mot) che una volta diviso formò cielo e terra.

Il popolo fenicio era Politeista, cioè credeva in varie divinità. Gli dei vivevano nei templi, chiamati “bet”, cioè casa o palazzo, ma non ci sono pervenute statue a causa del diffuso aniconismo. Era molto diffuso il culto di stele o betili, di montagne, acque, alberi, e pietre ritenute sacre. Si credeva anche nei refaim, esseri dell’aldilà, inoltre la magia deriva da modelli egiziani, come scarabei ed amuleti ed era una pratica comune e diffusa. L’approccio alla religione da parte dei Fenici era più ritualistico che mitologico, e l’aldilà era localizzato sottoterra, ed essenziale per i defunti era ricevere una sepoltura per essere ricordati tra i vivi.

Pantheon delle divinità adorate dalle popolazioni Fenice.