Eleonora e il dolce stregato – parte I

La storia di Eleonora è molto particolare. Era il 1925. La bambina aveva dodici anni e viveva a Talpa, un villaggio nel nord della Romania quando andò a trovare la nonna che viveva in un villaggio vicino.

Sulla strada la ragazzina trovò dei soldi e vista questa improvvisa fortuna si comperò un dolce. Arrivata dalla nonna le raccontò di cosa era successo pensando fosse una bella cosa, invece la donna le disse che probabilmente quei soldi erano stati lasciati da spiriti maligni.

Questo voleva dire che Eleonora ora era posseduta dal demonio. Qualunque cosa fosse a possederla si fece sentire già dal giorno seguente quando in sua presenza piccole cose cominciarono a volare in aria. Pietre cadevano sul tetto della casa della nonna.

Callaway e i viaggi extracorporei – parte III

I viaggi che, secondo Callaway, avvenivano attraverso l’uscita del corpo attraverso il corpo astrale, che in pratica era lui in quanto spirito. L’uomo affermò di aver appreso grazie ai suoi esperimenti in merito, e alle ricerche, un metodo per elevarsi a livelli superiori di esistenza, ma allo stesso tempo si diceva spaventato da un viaggio che sembrava portarlo ai limiti dello spazio.

Callaway spiegò anche di aver trovato un metodo per lasciare il corpo attraverso quella che chiamava “porta pineale“, quindi attraverso l’utilizzo della ghiandola pineale che si trova all’interno del cervello e che alcuni ritengono la dimora dell’anima.

Questa è stata da molti ritenuta il compnente essenziale per le esperienze extracorporee. Con i suoi viaggi Hugh Callaway andò molto lontano, fino ad una città orientale che poi descrisse in modo estremamente chiaro e nitido, ma anche in un tempio tibetano dove si ritrovò in una stanza buia legato e torturato da uomini incappucciati che gli imponevano di rinunciare alla sua vera identità.

Callaway e i viaggi extracorporei – parte II

Callaway, come si diceva, veniva sempre richiamato verso il suo corpo da una forza misteriosa che gli faceva poi avere un gran mal di testa. Una notte però l’uomo decise di resistere alla forza e rimanere nel sogno.

Ad un certo punto senti una specie di “clic”, come uno scatto, il mal di tresta scomparve e lui si sentì completamente libero dal suo “io” fisico. I problemi cominciarono in seguito, ebbe modo di raccontare, perchè quando infine fece ritorno nel suo corpo questo era come paralizzato.

Callaway non era più in grado di muovere un muscolo e la cosa lo terrorizzò pareccho. Riuscì solo dopo grandissimi sforzi a muovere un dito. Riprese poi l’uso completo del corpo e nonostante lo spavento continuò con i suoi esperimenti.

Callaway e i viaggi extracorporei – parte I

Nella maggior parte dei casi i viaggi extracorporei dell’anima non era molto assidui, anzi si potevano ritenere il contrario: spordici e casuali. Il primo che disse di essere in grado uscire dal proprio corpo come spirito assiduamente e ogniqualvolta lo desiderasse era Hugh G. Callaway che inizialmente ne parlò utilizzando lo pseudonimo di Oliver Fox.

Callaway era nato nel 1885. Da piccolo era stato un bambino malaticcio e ipersensibile che trascorreva il suo tempo tra una malattia e l’altra e gli incubi ricorrenti che popolavano le sue notti. Era molto giovane quando apparvero i suoi poteri paranormali.

Sviluppò un metodo mentale per riuscire a non avere incubi e trovò una sorta di relativa tranquillità fino a quando all’età di tredici anni perse la madre e poco dopo anche il padre. Callaway aveva sempre temuto la morte e a quei lutti si chiuse in se stesso.

John William Dunne, sogni profetici nei titoli di giornale – parte I

Dunne era un soldato inglese in convalescenza sulla riviera italiana a causa delle ferite che aveva riportato durante la guerra dei Boeri in SudAfrica. Era il 1901 e una notte l’uomo sognò di essere tornato nel continente africano e di incontrare tre uomini.

Li trovò in una polverosa città del Sudan dove i tre esploratori erano approdati, sfiniti e laceri. La mattina seguente il soldato leggendo il giornale trovò la perfetta descrizione dei tre inviati di un giornale britannico che erano arrivati a Kartoum in condizioni di salute pessime a causa del lungo viaggio.

Erano esattamente come lui li aveva visti e l’articolo riportava fedelmente ciò che lui aveva visto durante il suo sogno. A questi sogni ne seguirono altri come quello di un’eruzione vulcanica che distruggeva una città, una fabbrica di plastica distrutta da un incendio, ma non solo.

John William Dunne, sogni profetici nei titoli di giornale – parte II

Le teorie di John William Dunne affascinarono come diceva mo lo scrittore J.B. Priestley che descrisse il suo libro come “uno dei più affascinanti e singolari libri della sua epoca”. Altri lo giudicarono un insieme di sciocchezze, un confuso guazzabuglio di filosofia e scienze dove le domande che vi venivano poste avevano ottenuto risposte dai fisici già da tempo.

Newton ed Eistein per l’appunto avevano già dichiarato che secondo loro non era necessario che il tempo scorresse in un’unica direzione. I problemi della fisica rimanevano invariati anche se si prendeva in considerazione uno scorrere del tempo all’inverso ed Einstein dimostrò che il tempo era un concetto ben relativo.

La sedute spiritiche alla fine degli anni Settanta – parte I

Ricordate il denaro di James Kidd? Che lasciò per fare studi sull’anima e dimostrarne l’esistenza? Nel 1973 in un laboratorio della Phisical Research Foundation (PRF) alla Duke University due gattini attendeva in uno scatolone mentre a circa quattrocento metri di distanza il loro padrone si sottoponeva ad un esperimento.

Keith Harary era il padrone dei due gattini e destinato ad avere una brillante carriera come parapsicologo. Sdraiato su un divano il ragazzo era collegato ad una serie di macchine che avrebbero misurato il suo battito cardiaco, la respirazione e le sue onde cerebrali.

Harry era in grado di fare esperienze extracorporee (OBE, out of body exsperiences) e ne aveva già avute molte. Un’esperienza extracoporea è una situazione in cui la cosicenza, ovvero l’anima umana, lascia il corpo e vaga per andare ovunque voglia.

Gustav Rol, un grande personaggio del XX secolo

Gustav Rol nasce a Torino il 20 maggio del 1903 (morto nel 1994), il padre si chiamava Vittorio ed era un avvocato e direttore della sede di Torino della banca Commerciale Italiana, mentre la madre, Martha era una donna di buona famiglia.

Sin da piccolo Gustavo cercava di collezionare oggetti e cimeli napoleonici, figura storica a cui era molto legato. La sua infanzia la passa tra Torino e la casa settecentesca di San Secondo di Pinerolo luogo molto amato da Gustavo.

Nel 1921 intraprese la carriera di giornalista e nel 1923 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e si laurea, per poi studiare scienze commerciali a Londra e biologia con il Nobel Jacques Monod.

Romanzo sul Titanic scritto dieci anni prima della tragedia

Abbiamo già parlato del Titanic in precedenza, nel post intitolato “La premonizione della tragedia del Titanic” citando le parole del romanziere Graham Green che aveva sognato l’affondamento, ma anche di un commerciante che per due notti aveva avuto l’incubo dell’affondamento e non si era imbarcato.

Torniamo ora a parlarne per riportare alla memoria un fatto molto curioso: nel 1898 fu stampato il romanzo “Futility“. L’autore era un certo Morgan Robertson e quello che si dice è che ebbe una visione, una premonizione sull’affondamento del Titanic ben quattrordici anni prima che avvenisse.

Il viaggio inaugurale del Titanic avvenne nel 1912 e il suo ritrovamento nell’Atlantico nel 1985. La sua tragedia e storia hanno sempre affascinato tutti quanti è quindi normale che anche questi racconti contribuiscano a crearvi attorno un ulteriore alone di mistero.

Henry James e le voci dall’inconscio

Il filosofo americano Henry James avrebbe sentito voci provenire dal suo inconscio una sera che era seduto davanti al camino della casa vicino alla foresta di Windsor che aveva preso in affitto.

Era il 1844 e dopo aver sentito le voci Henry James scrisse: “un terrore pazzesco, inspiegabile, che la mia mente perplessa poteva giustificare solo ammettendo la presenza di una figura diabolica, a me invisibile, accovacciata e che irradiava influenze letali“.

L’esperienza durò circa un’ora e così parve a James e che lo lasciò in uno stato di !infanzia indifesa”. Fu perseguitato per anni da questo ricordo e ne parlò molto spesso anche ai suoi figli.

Apparizioni di anime nei momenti di crisi

Il fatto di cui si narra avvenne circa alla metà dell’Ottocento ed è molto particolare perchè racconta dell’apparizione di una ragazza sotto forma di fantasma ai suoi familiari nel momento in cui sta morendo a chilometri di distanza.

Era l’imbrunire a Clapham, in Inghilterra e una donna e su figlio erano seduti in giardino a godersi quel momento sereno. Stavano chiacchierando piacevolmente quando il figlio scattò in piedi indicando il sentiero che andava verso la loro casa.

Aveva visto la sorella, Ellen. Ma cosa ci faceva la ragazza a casa quando avrebbe dovuto essere a Brighton? L’avevano allontanata dalla famiglia per fare in modo che si staccasse dal suo innamorato: la loro era una storia impossibile.

Mesmer e il fluido sottile dell’universo

Franz Anton Mesmer, medico austriaco del 1700, sosteneva che un “fluido sottile pervade l’universo e unisce tra di loro le cose in rapporti reciproci di armonia“. Mesmer all’inizio della carriera aveva la convizione che i magneti avessero il potere di guarire grazie proprio a questo legame.

In seguito però comprese che gli esseri umani erano tenutari di questo potere e in grado trasmetterlo. Lo chiamò “magnetismo animale”. Uno dei poteri che riconosceva all’essere umano era quello di indurre la trance che, secondo lui poteva in certi soggetti, rendere possibile la manifestazione di poteri paranormali, in particolare la chiaroveggenza.

Chi era in grado di vedere eventi inaccessibili ai sensi veniva chiamato “sensitivo“. Nel 1900 il mesmerismo godette di una grande popolarità in America anche grazie a mesmeristi itineranti che davano dimostrazioni sotto ipnosi.

Andrew Jackson Davis, il profeta di Poughkeepsie

Andrew Jackson Davis nacque nel 1826 nella contea di Orange, nello Stato di New York. Era un bambino malaticcio e infelice, figlio di una donna analfabeta e di un ciabattino sempre ubriaco che non faceva che maltrattarlo, ma raccolse in sé gli insegnamenti e le dottrine di Mesmer e di Swedenborg.

Fin da bambino cominciò a sentire le voci e un pò più grandicello ebbe la possibilità di ascoltare una conferenza sul magnetismo animale che lo illuminò. Scoprì di essere facilmente “mesmerizzabile” e di poter cadere in trance. In queste circostanze era in grado di rpevedere il futuro e avere visioni.

Nel 1844 raccontò di essere stato contattato dallo spirito di Swedenborg e da quello di Galeno. Quest’ultimo gli consegnò una bacchetta magica e gli raccomandò con molta enfasi di diventare chiaroveggente e guaritore. E fu ciò che fece. Quando cadeva in trance riusciva a diagnoticare malattie e prescrivere terapie.

Processo alla chiaroveggenza

In passato i fisici Gerald Croiset, Peter Hurkos ed Eileen Garrett, noti nel campo della scienza, si sono sottoposti per lungo tempo a esami di laboratorio per comprendere da dove venivano i fenomeni di chiaroveggenza.

I risultati non furono del tutto conclusivi, ma dimostrarono che i tre potevano chiaramente vedere il futuro e frugare nel passato. Queste capacità vengono chiamate precognizioni e retrocognizione e sono state attribuite anche ad Alet Tanous, medium libano-americano che ha più volte collaborato negli anni Ottanta, con la polizia per la risoluzione di crimini e la ricerca di persone scomparse.

Tanous sosteneva di potersi proiettare indietro nel tempo per arrivare al momento in cui la persona era stata vista l’ultima volta e poi percorrrerne e seguirne i movimenti.