Gli abiti per il culto della Dea Iside

 Oggi torneremo a parlare dei devoti della dea Iside e delle vesti che indossavano i sacersoti e le sacerdotesse durante i riti per onorare e festeggiare Iside e Osiride. Alcuni scrittori iniziati al culto della dea hanno descritto con tanta precisione i vestiti e i colori che indossavano gli dei e di conseguenza anche i loro devoti.

Le vesti delle sacerdotesse

Non c’è limitazione a ciò che una sacerdotessa può indossare per il culto della Dea Iside senza che risulti fuori stile, infatti Iside e le sue sacerdotesse sono state per molto tempo raffigurate con una tale varietà di colori, forme e stili diversi. Spesso la Dea veniva ritratta in dipinti templari e tombali con indosso una tunica molto aderente ornata di vividi disegni tessuti o ricamati, tra questi molto frequente era il simbolo delle ali incrociate dell’avvoltoio sacro che avvolgeva le anche della dea.

La dama misteriosa

 Molta gente crede che gli spiriti dei propri cari siano sempre accanto a loro, proteggendoli e accudendoli, in molti racconti di persone comune è capitato sentire che questi spiriti abbiano fatto visita al parente per avvertirlo di qualcosa, oggi vi narrerò un racconto tratto dal libro “Case infestate” di Charles J. Harper.

In una domenica mattina il pastore Kensing si accingeva a lasciare la chiesa per tornare a casa, appena fuori la chiesa, però fu accostato da una signora elegante che lo pregò subito di andar a far visita ad un moribondo, il signor X, dicendo che era gravemente malato e la sua “ora” era prossima a venire. Il reverendo non esitò a seguire la signora, tanto disperata, in una vettura a noleggio. In pochi minuti arrivarono a destinazione, in una vecchia casa, la signora, ancora una volta, pregò il pastore di affrettarsi, egli scese e busso alla porta. Venne ad aprigli il portiere e il pastore chiese se abitava li il signor X spiegando che era stato informato da una donna che il signor X era gravemente malato, il portiere lo guardò sbalordito e gli disse che il signor X godeva di ottima salute e che l’informazione ricevuta era assolutamente una burla di cattivo gusto, il pastore scusandosi dell’accaduto, si congedò subito per andare a chiedere alla donna delle spiegazioni per lo scherzo di pessimo gusto, riflettendo che la donna non si era nemmeno presentata.

Alcuni nomi dei devoti della Dea Iside

 Oggi torneremo a parlare della dea Iside ma in particolare dei sacerdoti e delle sacerdotesse che li furono devoti, tramite scritti dell’epoca e iscrizioni templari e tombali sono giunti fino a noi alcuni nomi, eccone un elenco:

Alexandra (f)
Anihia (f)
Anlonius (m)
Anuph (m)
Apollodorous (m)
Arsinoe (f)
Augusta (f)
Auguslus (m)
Calasiris (m)
Canlria (f)
Cleopatra (f)

Il minatore malato

 Questa è la storia che raccontò un medico il dottor G. Zenker in Lipsia al giornale“Zeitschrift fur Parapsychologie”(Gazzetta di Parapsicologia), riguardante un fatto accadutogli con un suo conoscente nonché paziente.

Nei primi anni della sua professione di medico il dottor G. Zenker aveva uno studio a Lichtenstein, in una piccola e graziosa cittadina, situata ai piedi dell’ Erzgebirge (Monti Metalifferi).

In questa cittadina c’erano molte miniere e il dottore si occupava di curare i minatori e preoccuparsi della loro salute fisica, ovviamente questo lo portava a visitare minatori anche al di fuori della città dove aveva il suo studio, in piccoli paesini nei dintorni.

Edgar Dacqué e la sua teoria

Edgar Dacqué nacque l’8 Luglio 1878 a Neustadt, fu un paleontologo, teosofo, e filosofo della natura, ha contribuito e ha esteso la teoria di Charles Darwin sulla natura dell’uomo. Studiò

Gli amici immaginari, realtà o fantasia?

Cosa sono gli amici immaginari o meglio chi sono?
Ci sono due modi di vedere e trattare l’argomento e cioè in modo scientifico e in modo paranormale o meglio cosa la mente dei più piccoli più riuscire a fare o a vedere.

In un piano prettamente scientifico e psicologico gli amici immaginari sono solo una creazione dei più piccoli, un modo per non sentirsi soli, dovuto al fatto anche che hanno una straordinaria capacità di visualizzare, immaginare e sognare ad occhi aperti, creando perfettamente l’amico immaginario perfetto. Gli attribuiscono, inoltre, un nome, l’età che di solito e la stessa età del bambino, molto spesso anche dello stesso sesso, e nella fantasia più fervida l’amico immaginario ha anche dei super poteri.

Seconda vista, un dono?

 Innanzitutto precisiamo cos’è la seconda vista, è quel tipo di potere che riesce a far vedere alla persona dotata di questo dono in modo preciso e limpido, le cose che ci circondano che la gente comune non vede, come ad esempio le aure, gli spiriti, le fate. Aprire il terzo occhio, per ricevere la seconda vista, e molto complicato, necessità di molta meditazione e concentrazione sulla parte che riguarda la fronte in mezzo alle sopracciglia. Chi possiede la seconda vista, però, non è parla quasi mai come di un dono, ma di un peso in cui convivere, sono afflitti da continue visioni di gente morta che si aggira per la città, di aure luminose che illuminano la gente, prevedono anche cose che accadranno, anche in tempo molto remoto.

In Westfalia nella Alta Scozia la maggior parte degli abitanti ha questo dono, molti di loro raccontano che per strada vedono cortei funebri, guerre in atto, le armi da fuoco, il suono dei bombardamenti, come se fossero reali e stessero accadendo in quel momento, ma tutto è frutto di un tempo passato o del prossimo avvenire, prevedono anche fatti di minore importanza ma tutto con una precisione nei dettagli assurda. La poetessa Annette Droste-Hulstoff nativa anch’essa di questa città e con il dono della “seconda vista” dedicò a lei e agli altri una poesia che spiegava, in un certo qual modo, ciò che vedevano quelli con il dono:

Gerard Croiset, noto veggente

 Gerard Croiset un grande veggente di origine olandese, nato in una famiglia di attore, e poi dato a numerose famiglie adottive, ciò lo portò ad un senso di solitudine a di vuoto causando maggiore sensibilità delle emozioni e chiusura in se stesso e in un mondo tutto suo fatto di strani luoghi.

All’età di otto anni rischiò l’annegamento, ma un uomo si tuffò per salvarlo, ciò portò Gerard ad avere un legame fortissimo con il suo salvatore, sperando che un giorno avrebbe restituito il favore, ma ciò non avvenne e fu sopraffatto da un senso di colpa, inoltre l’esperienza lo turbò cosi tanto che in seguito prese molti casi di bambini morti annegati, e da lì incominciò a scoprire i suoi poteri di veggente, dato che riusciva a localizzare i corpi scomparsi degli annegati.

Nella seconda guerra mondiale, lui e la sua famiglia, di origine ebraiche, furono messe in un campo di concentramento di Dachau e questo comportò ancora più sofferenza e chiusura in se stesso.

Iside, la dea dai mille nomi

In quanti nomi può essere chiamata una dea? Si presume in pochi, o si pensa che la dea abbia solo un nome, e invece oggi vi farò scoprire che la Dea Iside veniva chiamata in antichità con moltissimi nomi e affermazioni. Solo pronunciare i suoi nomi costituiva una litania sacra, sebbene molti dei titoli di Iside siano andati da lungo tempo perduti e molti altri restino da scoprire, ecco qui di seguito alcuni dei molti nomi dalla “A” alla “Z” che le vennero attribuiti nel corso della sua lunga storia.

Abile nel calcolo
Abile nella scrittura
Abitatrice a Netru
Africa

Inno per Iside II

 Oggi vi propporrò un altro inno dedicato alle dea Iside, questo inno antichissimo fu scritto da uno dei suoi adoratori chiamato Cyme.

Io sono Iside, la signora di ogni terra, e sono stata istruita da Hermes e con Hermes ho inventato lettere, sia le sacre sia le demotiche, per modo che tutte le cose possano esser scritte con gli stessi segni. Io ho dato e prescritto leggi per gli uomini che nessuno è in grado
di mutare.

Io sono la figlia maggiore di Crono. Io sono moglie e sorella di re Osiride. lo sono colei che trova frutti per gli uomini. Io sono madre di re Horus. Io sono colei che sorge nella stella canicolare. Colei che è detta dea dalle donne. Per me è stata costruita la città di Bubasti. Io ho diviso la terra dai cicli. Io ho mostrato il sentiero delle stelle. Io ho ordinato il corso del sole e della luna. Io ho inventato i traffici nel mare.

Inno per Iside

 Ogni dea ha i suoi inni composti appositamente per lei dai suoi adoratori, con parole che esprimono tutto il loro amore verso essa, che la elogiano per i suoi poteri immensi, oggi e domani vi cito questi due inni dedicati alla dea Iside.

Il primo inno è scritto da Isidoro che fu un adoratore della dea a Madinet Madi, nella grande oasi del Fayoum a sud dell’attuale Cairo, ali’incirca nel primo secolo a.C. L’originale dell’inno venne incìso su pietre del tempio, diventando un modello di fede per coloro che accedevano al sacro recìnto.

Un inno di Isidoro

Dea Iside, le due rappresentazioni

 Oggi contunueremo a parlare della Dea Iside, come sappiamo molti popoli hanno venerato nel corso degli anni questa Dea e ogni popolo la raffigurava e la addattava alle loro usanze e costumi. In giro per il web ci sono molte raffigurazioni della Dea, ognuno diversa dall’altra che confondo chi non la conosce, ma due sono le principali raffigurazioni di Iside.

Iside Greco – Romana
La dea Iside greco-romana è raffigurata con in mano il sistro e nell’altra mano un vaso, altre immagine della dea la mostrano appoggiata ad un remo simbolo del suo potere sulla navigazione, in un altra immagine ancora la mostrano con delle corna che versa cibo simbolo del potere che esercitava sull’agricoltura, e della benvevolenza che aveva verso il genere umano.

Altare dedicato ad Iside

Quando si inizia il cammino verso la conoscenza dell’arte, sappiamo tutti che servono strumenti indispensabili, che siano candele, mortaio, bacchetta, athame, statuette delle divinità eccetera.

Ovviamente all’inizio nessuno possiede uno spazio adeguato, anche perché questi oggetti si accumulano con il tempo e nessuno li ha a portata di mano, capita però in seguito che abbiamo cosi tanti oggetti, che vorremmo tenere esposti sempre, e quindi l’idea dell’altare o di uno spazio sacro diventa indispensabile, che può essere sia uno scaffale o un piccola tavolino. Questo spazio però deve venire purificato o almeno “inizializzato”, ovviamente ogni oggetto deve venire purificato e consacrato prima di utilizzarlo per l’altare.

Il potere delle parole

 Quando le parole hanno un potere magico potente se dette con convinzione e desiderio ardente, portano conseguenze tragiche.

Una signora dell’Assia raccontò la storia di questo bambino al quanto egoista che portò tutti alla morta, la signora narra che la principessa Alice d’Assia, figlia della regina Vittoria d’Inghilterra e sorella della regina Friedrich di Prussia, viveva a Darmastadt, accidentalmente il suo piccolo bambino cadde dalla finestra del palazzo nuovo, sua madre confidandosi con la regina Vittoria raccontò che l’altro suo figlio Ernesto Ludovico, era rimasto molto scosso della morte del fratello e che aveva espresso il desiderio che qualora fosse morto lui, sarebbero morti anche tutti gli altri della famiglia. Ovviamente sua madre pensò che era il dolore della perdita del fratello a farlo parlare e ragionare in tale modo. Passati gli anni il principe Ernesto in punto di morte espresse il desiderio di essere sepolto nel parco del castello ai piedi di una piccola altura fiorita di rose, ovviamente provvisoriamente, dato che nulla era stato previsto e quindi preparato, la salma fu deposta nella cappella del mausoleo di famiglia.